Martin Parr: il mondo è kitsch

Dopo qualche mese di assenza dal blog, ho deciso di inaugurare il 2017 tornando a scrivere due righe, questa volta non su un luogo, ma su un fotografo contemporaneo: Martin Parr.

Malgrado sia, forse, il più rinomato fotografo inglese e membro della Magnum Photos io non lo conoscevo molto, avevo sì visto qualche sua foto, ma non l’avevo mai considerato e apprezzato molto. L’ho (ri)scoperto grazie al corso di “Fotografia Creativa” tenuto dal bravissimo fotografo e bravissimo docente Stefano Vigni (qui il suo sito)…per me è stata come una “rivelazione”.

photograph-by-martin-parr-560x513Martin Parr nasce ad Epsom (Surrey) nel 1952, stimolato dal nonno, valente fotografo amatoriale, desidera diventare fotografo documentarista già a 14 anni… beh, lui l’ha fatto e dopo aver studiato fotografia al Manchester Polytechnic si dedica al fotogiornalismo documentando la società inglese del “Thatcherismo”. Negli anni successivi tornerà al Manchester Polytechnic per tenere qualche corso e poi insegnerà anche a Newport e, più recentemente, a Belfast.

“La gente ordinaria e i posti qualunque ispirano in me la stessa passione che porta altri fotografi a raccontare guerre, carestie ed epidemie: io, però, preferisco andare nel supermarket della mia città”.

Nel 1994, dopo aver suscitato polemiche per il suo approccio alla fotografia, diventa membro della Magnum Photographic Cooperative con una votazione, a quanto pare, non unanime malgrado il fondatore Henri Cartier-Bresson dicesse di lui che: “viene da un altro pianeta”. L’ingresso nell’Agenzia gli permette di diversificare il suo lavoro iniziando a pubblicare per diverse riviste di moda e pubblicità.

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Il suo contributo più grande però è la sua “indagine” sulla società e i costumi britannici
che può essere estesa a tutto l’occidente. Con stile ironico e humor tipicamente inglese fotografa il consumismo, il turismo di massa, l’abbigliamento e i comportamenti della classe media, il cibo e la famiglia. Ne aggredisce gli stereotipi mettendone in luce gli eccessi e le distorsioni nel tentativo di denunciarli e distruggerli. Il risultato è una serie di immagini “kitsch”, apparentemente sciatte e grottesche: ragazzini imbrattati dal lecca-lecca, turisti sudati in sandali e calze, selfie-stick che invadono luoghi d’arte, invitati a feste in atteggiamenti ridicoli e volgari, padri di famiglia che guardano donne nude mentre sono con la moglie…una fiera della vanità della modernità.

“Io fotografo la vita così com’è, se le foto vi sembrano grottesche è perché pensate che lo sia la vita. E’ così? Ognuno di noi è bello e brutto nello stesso tempo, piacevole e spiacevole. Così è fatto il genere umano.”

Parr riesce a cogliere sempre l’attimo giusto per rendere la scena ironica e, grazie anche alla forte saturazione e contrasto, a creare fotografie di forte impatto, rivelandoci che il cattivo gusto, l’ipocrisia e, appunto, il kitsch stanno assumendo sempre più una familiarità rassicurante tanto che sarà sempre più difficile liberarsene.

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Malgrado il suo stile e i suoi soggetti siamo molto distanti dai miei (non che io creda di avere uno stile, sia ben chiaro) ho ricevuto alcuni suggerimenti e insegnamenti guardando le foto di Martin: cercare di uscire dagli schemi, cercare di innovare anche fotografando soggetti comuni e lasciarsi contaminare da altre “arti” e tecniche… Quasi sicuramente io non ci riuscirò e resterò “fedele” ai miei banali scatti “da cartolina”, ma già pensarci e provarci mi aiuterà ad aprire la mente e a crescere come realizzatore di scatti.

Una curiosità, nel 2003 ha anche diretto un video dei Pet Shop Boys: “London”

Se volete scoprire di più su Martin Parr, questo è il suo sito ufficiale:

http://www.martinparr.com

e questo il suo profilo Magnum:

https://pro.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAGO31_9_VForm&ERID=24KL5357TF

Lo potete anche trovare sui social: Instagram, Facebook e Twitter.

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